Il territorio di Gropello Cairoli conserva una straordinaria concentrazione di evidenze archeologiche distribuite tra antichi dossi fluviali, terrazzi naturali e aree agricole che, nel corso dei secoli, hanno favorito l'insediamento umano. Le testimonianze oggi note coprono un ampio arco cronologico, dalla preistoria all'età romana, restituendo l'immagine di un paesaggio profondamente modellato dall'interazione tra uomo e ambiente.
Le prime notizie relative ai rinvenimenti archeologici risalgono alla fine dell'Ottocento e ai primi decenni del Novecento, quando numerosi reperti confluirono in raccolte private e collezioni locali. Tuttavia, fu soprattutto a partire dagli anni Cinquanta del Novecento che la conoscenza archeologica dell'area conobbe un significativo sviluppo grazie all'attività di Davide Pace.
Attraverso una fitta rete di collaboratori, proprietàri terrieri e appassionati locali, Pace documentò in modo sistematico numerosi rinvenimenti, recuperò materiali dispersi e mantenne un costante dialogo con la Soprintendenza Archeologica della Lombardia, contribuendo in modo determinante alla tutela e alla conoscenza del patrimonio archeologico lomellino.
Le fotografie, gli appunti di scavo, i disegni, le carte e la corrispondenza oggi conservati nel Fondo Davide Pace consentono di ricostruire non solo i luoghi di rinvenimento, ma anche la storia delle ricerche archeologiche e delle persone che contribuirono alla scoperta di questi contesti. Attraverso questa documentazione è possibile ricostruire il percorso che collega il territorio ai reperti oggi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina.
Cartografare il territorio
La carta archeologica pubblicata da Arnaldo Repetto nella guida Antiquarium Laumellinum Antona. Guida al Museo Civico Archeologico rappresenta una sintesi delle conoscenze maturate nel corso del Novecento e testimonia la ricchezza archeologica del territorio di Gropello Cairoli. I principali siti si concentrano lungo i rilievi naturali che emergono dalla pianura circostante, confermando il ruolo centrale di questi dossi nella frequentazione del territorio dall'età protostorica a quella romana.
Fonte della mappaCarta archeologica del territorio di Gropello Cairoli con indicazione delle principali località di rinvenimento e delle aree archeologiche note. Fonte: Repetto, A., 1980 (a cura di), Antiquarium Laumellinum Antona. Guida al Museo Civico Archeologico, Comune di Gropello Cairoli.Consulta la scheda della collezione
A partire dalla documentazione conservata nel Fondo Davide Pace, dagli studi dedicati al territorio e dagli inventari museali, è stato possibile ricostruire e georeferenziare numerosi luoghi di rinvenimento documentati nel corso del Novecento. La mappa GIS qui presentata consente di esplorare le relazioni tra siti archeologici, documentazione archivistica e reperti oggi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, restituendo una nuova lettura del paesaggio archeologico e della storia delle ricerche condotte nel territorio.
La struttura del Fondo Davide Pace riflette l'organizzazione delle ricerche archeologiche svolte nel territorio lomellino. Ad eccezione della serie iniziale dedicata alla documentazione istituzionale e organizzativa dell'attività archeologica, le serie archivistiche sono prevalentemente articolate secondo criteri toponomastici, corrispondenti ai principali luoghi di rinvenimento e alle aree investigate da Davide Pace e dai collaboratori del LAR - Laumellinae Antiquatis Resurrectio. Questa organizzazione consente di seguire le attività di ricognizione, scavo, documentazione e studio svolte nel territorio e di ricostruire le relazioni tra contesti archeologici, documentazione archivistica e reperti oggi conservati presso il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina.
Serie archivistiche principali
Serie archivistica
Contenuto
Segnatura
Documentazione istituzionale dell'attività archeologica e organizzativa
Documentazione amministrativa e organizzativa, studi e pubblicazioni, corrispondenza, inventari descrittivi, repertori numismatici e documentazione grafica e cartografica
b. 1, fascc. 1–28
Gropello Cairoli: Santo Spirito, promontorio
attività di ricognizione, scavo e documentazione archeologica condotte nell’area del promontorio di Santo Spirito
b. 2, fascc. 29-47
Gropello Cairoli: località Magone, vigna Marabelli e contesti limitrofi
Documentazione organizzata per tombe e settori di indagine, attività di ricognizione, scavo e documentazione
b. 3, fascc. 48-82
Marone e dosso del "Vughera"
Articolata nelle sottoserie Documentazione generale, Settore Panzarasa e Settore Lanfranchi, comprendenti diari di scavo, ricognizioni, carteggi, inventari descrittivi e documentazione relativa ai diversi settori di indagine archeologica dell’area
bb. 4-5, fascc. 83-144
Gropello Cairoli: località Frascate, vigna Garaldi
Attività di ricognizione, scavo e documentazione archeologica condotte presso la vigna Garaldi, con particolare riferimento a rinvenimenti funerari e materiali archeologici di età romana
b. 6, fascc. 145-157
Gropello Cairoli: San Massimo
Ricognizioni e rinvenimenti archeologici
b. 6, fascc. 158-159
Garlasco: zona della cascina Guala
Rinvenimenti e attività di documentazione archeologica
b. 6, fascc. 160-164
Gropello Cairoli: podere Passerini
Documentazione relativa alla fornace romana
b. 6, fascc. 165-166
Gropello Cairoli: area della cascina Beccari
Ricognizioni e rinvenimenti archeologici
b. 6, fascc. 167-169
Dorno: San Materno (Dorno)
Documentazione relativa ai rinvenimenti archeologici
b. 6, fascc. 170-171
Località plurime e altre località
Documentazione relativa a contesti diversi del territorio lomellino
b. 6, fascc. 172-180
Documentazione fotografica e visuale
Accanto alla documentazione testuale, il fondo conserva un ricco patrimonio visuale costituito da fotografie, negativi, diapositive e lastre fotografiche che documentano scavi, contesti funerari, reperti, paesaggi archeologici e attività museali. Queste immagini rappresentano una fonte fondamentale per la ricostruzione dei contesti presentati nella mostra e permettono di seguire il percorso dei reperti dalla scoperta alla loro conservazione museale.
Fotografie e negativi
Sottoserie
Segnatura
Collezione Edoardo Sassi
Scat. 7, fascc. 181-185
Antiquarium Laumellinum Antona
Scat. 7-8, fascc. 186-190
Santo Spirito
Scat. 8-9, fascc. 191-223
Località Marone e dosso del "Vughera"
Scat. 10, fascc. 224-235
Podere Passerini e altre località
Scat. 10-12, fascc. 236-266
Diapositive
Sottoserie
Segnatura
Collezione Edoardo Sassi
Scat. 13/1, fascc. 265
Santo Spirito
Scat. 13/2, fascc. 266-281
Località Marone e dosso del "Vughera"
Scat. 13/3, fascc. 282-285
Podere Passerini
Scat. 13/4, fascc. 286
Contesti e/o materiali diversi e incerti
Scat. 13/5, fascc. 287
Lastre fotografiche
Tipologia
Segnatura
Lastre fotografiche relative a reperti archeologici
Scat. 14, docc. 1-3
Le principali aree di rinvenimento
Santo Spirito
Il promontorio di Santo Spirito rappresenta uno dei contesti archeologici più importanti del territorio di Gropello Cairoli. Originariamente costituito da un dosso sabbioso naturale, oggi in gran parte compromesso dalle attività estrattive avviate nel secondo dopoguerra, il sito ha restituito testimonianze di frequentazione comprese tra il Mesolitico e la tarda età romana.
A partire dagli anni Cinquanta Davide Pace svolse un'intensa attività di vigilanza e documentazione nell'area, allora interessata dalle escavazioni delle cave Baggini, successivamente divenuta cava Albani. Le sue ricerche portarono al recupero di materiali preistorici, protostorici e romani, oltre all'individuazione di strutture e depositi archeologici successivamente in gran parte distrutti.
Particolarmente significativi furono i rinvenimenti effettuati presso la Vigna Nicola, dove frammenti di intonaco dipinto, tessere musive, pavimentazioni in cocciopesto, ceramiche e monete suggeriscono la presenza di un importante insediamento romano, probabilmente identificabile con una villa. Le indagini successive hanno inoltre documentato strutture abitative della prima età del Ferro, attività produttive, pozzi di età romana e diverse testimonianze funerarie.
La documentazione conservata nel Fondo Davide Pace costituisce oggi una fonte essenziale per la ricostruzione della storia archeologica dell'area e per la comprensione di contesti in gran parte scomparsi.
Bibliografia
De Caro, S. 1999, Santo Spirito di Gropello Cairoli: storia delle ricerche e dei rinvenimenti archeologici, in Archeologia in Lombardia. Scavi e scoperte 1999, Milano.
Invernizzi, R. 2002, Il territorio lomellino tra protostoria ed età romana, Vigevano.
Macchioro, S. 1991, I rinvenimenti archeologici del territorio di Gropello Cairoli. Sintesi storico-topografica, «Sibrium», 21, pp. 334-380.
Patroni, G. 1904, Notizie di antichità della Lomellina, «Notizie degli Scavi di Antichità».
Ruffa, M. 2008, L'età del Ferro nel territorio di Gropello Cairoli, tesi e studi sul territorio lomellino.
Ruffa, M. 2012, Materiali metallici dell'età del Bronzo da Santo Spirito (Gropello Cairoli), in Diani, Invernizzi, Mordeglia (a cura di), Studi di archeologia lomellina.
Località Marone
L'area del Marone, situata a sud del promontorio di Santo Spirito lungo il tracciato dell'antica strada romana che collegava Ticinum a Dorno, costituisce uno dei più importanti contesti funerari di età romana della Lomellina. Il sito occupava una serie di dossi naturali e terreni agricoli corrispondenti ai poderi Panzarasa, Lanfranchi, Castoldi e ad altre proprietà limitrofe.
I primi rinvenimenti documentati risalgono al 1937, quando furono recuperati materiali ceramici e armi che suggerirono immediatamente la presenza di un'estesa area sepolcrale. A partire dal 1955 Davide Pace avviò un'intensa attività di ricognizione e recupero, proseguita fino alla metà degli anni Sessanta, documentando numerose tombe e raccogliendo una vasta quantità di informazioni oggi conservate nel Fondo Davide Pace.
Particolarmente preziosi risultano i giornali di scavo, gli schizzi delle deposizioni e i disegni dei corredi funerari, che consentono ancora oggi di ricostruire la posizione degli oggetti all'interno delle sepolture e di comprendere aspetti delle pratiche funerarie non più osservabili sul terreno.
Le indagini successive condotte da Arnaldo e Giordano Repetto e, successivamente, dalla Soprintendenza Archeologica della Lombardia hanno confermato l'estensione della necropoli, portando all'individuazione di numerose tombe a cremazione databili tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C. Nonostante i numerosi studi già condotti, il Marone continua a rappresentare uno dei contesti archeologici più significativi per la ricostruzione della presenza romana nel territorio di Gropello Cairoli.
Bibliografia
Arata G. 1984, La necropoli romana del podere Panzarasa a Gropello Cairoli, in Notiziario della Soprintendenza Archeologica della Lombardia.
Caporusso D. 1984, Intervento di scavo nella necropoli del Marone (Gropello Cairoli).
Fortunati Zuccalà M. 1979, Gropello Cairoli (Pavia). La necropoli romana, «Notizie degli Scavi di Antichità», s. VIII, 33, pp. 5-88.
Macchioro S. 1991, I rinvenimenti archeologici del territorio di Gropello Cairoli. Sintesi storico-topografica, «Sibrium», 21, pp. 334-380.
Località Frascate (Castagnevo)
L'area di Frascate, nota nella documentazione di Davide Pace anche come Castagnevo, si trova a ovest del promontorio di Santo Spirito e comprende le antiche vigne Sassi, Garaldi e Cristiani. I rinvenimenti archeologici documentati in quest'area indicano la presenza di una necropoli utilizzata tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
Le prime testimonianze provenienti dalla località sono note già attraverso la collezione Sassi descritta da Giovanni Patroni all'inizio del Novecento. Tra il 1955 e il 1957 Davide Pace condusse numerosi interventi di recupero e documentazione in occasione di lavori agricoli che avevano danneggiato diverse sepolture. Proprio durante queste attività venne rinvenuta la celebre "Tomba dell'Abbraccio" (17 dicembre 1955), caratterizzata dalla presenza della statuetta fittile raffigurante una coppia abbracciata oggi conservata presso il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina.
La documentazione conservata nel Fondo Davide Pace comprende fotografie, appunti e descrizioni dei rinvenimenti, consentendo di ricostruire almeno in parte la composizione dei corredi funerari e le circostanze delle scoperte. Le indagini successive, condotte tra gli anni Settanta e Duemila, hanno portato all'individuazione di ulteriori tombe a cremazione, confermando l'estensione della necropoli e la continuità d'uso dell'area in età romana.
Bibliografia
Loreto, S., 2014, Gropello Cairoli: applicazioni GIS e sistemi informatici per una sintesi storico-topografica, Tesi di Specializzazione, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Archivio Davide Pace
Magone (Cascina Menabrea - Vigna Marabelli)
L'area del Magone, situata a ovest dell'abitato di Gropello Cairoli in corrispondenza della Cascina Menabrea e della Vigna Marabelli, ha restituito importanti testimonianze funerarie di età romana. Le prime notizie di rinvenimenti risalgono agli anni Trenta del Novecento, ma gran parte dei materiali recuperati in questa fase è oggi dispersa.
Le prime indagini documentate furono condotte da Davide Pace tra il 1957 e il 1958, quando il rinvenimento di numerose sepolture confermò l'esistenza di una necropoli estesa. Le attività di ricerca e vigilanza proseguirono negli anni successivi grazie alla collaborazione tra Pace, collaboratori locali e Soprintendenza Archeologica della Lombardia, nonostante le difficoltà legate alle trasformazioni agricole dell'area.
Tra il 1978 e il 1979 Arnaldo Repetto documentò un consistente nucleo di 47 tombe, in gran parte corredate da oggetti funerari, mentre ulteriori indagini furono condotte dalla Soprintendenza nel 1981. Lo studio complessivo della necropoli ha permesso di attribuire i materiali a un arco cronologico compreso tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
La documentazione conservata nel Fondo Davide Pace testimonia le prime fasi delle ricerche sistematiche e costituisce una fonte preziosa per ricostruire la storia delle indagini archeologiche e dei rinvenimenti effettuati nell'area.
Bibliografia
Loreto, S., 2014, Gropello Cairoli: applicazioni GIS e sistemi informatici per una sintesi storico-topografica, Tesi di Specializzazione, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Archivio Davide Pace
Altri contesti documentati
Ulteriori rinvenimenti archeologici documentati da Davide Pace provengono inoltre dalle aree della Cava Baggini, poi Cava Albani presso Santo Spirito, dal Canale Cavour, dal "Custon" presso la Vigna Gilardoni, da Morgarolo, da Miradolo e da numerose altre località del territorio lomellino.
Sebbene spesso caratterizzati da rinvenimenti sporadici o da recuperi effettuati in condizioni di emergenza, questi contesti contribuiscono a delineare un quadro articolato della frequentazione del territorio nel corso del tempo e testimoniano l'ampiezza dell'attività di ricognizione, documentazione e tutela svolta da Pace tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento.
Bibliografia
Loreto, S., 2014, Gropello Cairoli: applicazioni GIS e sistemi informatici per una sintesi storico-topografica, Tesi di Specializzazione, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Archivio Davide Pace
Visita virtuale
Riconnettere l'archivio ai reperti: dai luoghi di rinvenimento al museo
Il percorso espositivo ricostruisce il legame tra i luoghi di rinvenimento documentati da Davide Pace, la documentazione conservata nel fondo archivistico e i reperti oggi custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina. La visita virtuale permette di esplorare queste connessioni attraverso documenti, fotografie, mappe, modelli 3D e approfondimenti tematici.
Fonti cartografiche e dati
La mappa interattiva è stata realizzata mediante elaborazione GIS a partire dalla documentazione conservata nel Fondo Davide Pace (1955 - 1984), Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, integrata con dati cartografici e bibliografici relativi al territorio di Gropello Cairoli.
Basemap e cartografia
Ortofoto storica GAI (Gruppo Aereo Italiano), volo del 1954-1955, Regione Lombardia - Geoportale della Lombardia.
Ricostruzione GIS delle aree di rinvenimento sulla base della documentazione archivistica del Fondo Davide Pace (1955 - 1984), Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, e delle indicazioni topografiche contenute nella bibliografia specialistica.
Principali riferimenti bibliografici
Fortunati Zuccalà, M., 1979, Gropello Cairoli (Pavia). La necropoli romana, «Notizie degli Scavi di Antichità», serie VIII, 33, pp. 5-88.
Macchioro, S., 1991, I rinvenimenti archeologici del territorio di Gropello Cairoli. Sintesi storico-topografica, «Sibrium», XXII, pp. 334-380.
Ruffa, M., 2012, Materiali metallici dell'età del Bronzo Medio e Recente dal promontorio di Santo Spirito (Gropello Cairoli, PV), in Diani, Invernizzi, Mordeglia (a cura di).
Loreto, S., 2014, Gropello Cairoli: applicazioni GIS e sistemi informatici per una sintesi storico-topografica, Tesi di Specializzazione, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Repetto, A., 1980 (a cura di), Antiquarium Laumellinum Antona. Guida al Museo Civico Archeologico, Comune di Gropello Cairoli.