Mostra digitale

Davide Pace e la Lomellina

Riconnettere l'archivio ai reperti:
dai luoghi di rinvenimento al museo

Un percorso digitale tra archivio, reperti archeologici e territorio,
per ricostruire contesti, connessioni e pratiche delle attività di ricerca archeologica in Lomellina.

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Archivio Pace, b. 4, fasc. 104, doc. 1

Il progetto

L'archivio di Davide Pace conserva la documentazione relativa alle attività di ricerca, ricognizione e indagine archeologica condotte in Lomellina da Davide Pace tra la prima metà degli anni Cinquanta e gli anni Settanta, con attestazioni documentarie che si estendono fino ai primi anni Ottanta. Le attività, svolte prevalentemente in contesti di emergenza e di recupero, furono realizzate con il supporto di collaboratori attivi sul territorio e con la partecipazione attiva di suo figlio, Francesco Pace.

Fotografie, appunti, materiali di scavo e carteggio restituiscono una testimonianza diretta delle attività di ricerca sul territorio.

Questo progetto propone un percorso digitale che mette in relazione l'archivio, i reperti archeologici e il territorio, restituendo contesti, connessioni e significati oggi non immediatamente riconoscibili.

Attraverso tre casi di studio, la mostra digitale illustra come la documentazione archivistica permetta la ricostruzione dei contesti di rinvenimento, il collegamento con i reperti conservati presso il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina e la valorizzazione di materiali solitamente non accessibili al pubblico, conservati all'interno dei depositi del museo.

Il progetto si configura come un prototipo di valorizzazione digitale finalizzato a favorire la conoscenza, la ricerca e la fruizione del patrimonio archeologico del territorio, attraverso la connessione tra documentazione d'archivio, reperti archeologici e strumenti digitali.

289 unità archivistiche
323 unità documentarie
1.290 unità digitalizzate

Un archivio come rete di relazioni

Il progetto nasce con l'obiettivo di valorizzare l'archivio di Davide Pace, considerandolo non solo come una raccolta di documenti, ma come una rete di relazioni che collega reperti archeologici, luoghi di rinvenimento e attività di ricerca.

Attraverso strumenti e linguaggi digitali, il progetto rende accessibili i materiali conservati nell'archivio e ne mette in luce il valore per la ricostruzione dei contesti archeologici e della storia delle ricerche condotte sul territorio.

Fotografie, documenti, modelli tridimensionali e collegamenti con le collezioni del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina permettono di seguire le tracce lasciate da Davide Pace e di riscoprire il legame tra i reperti, i luoghi da cui provengono e la documentazione in cui si descrive il loro rinvenimento.

Il percorso propone così una nuova modalità di esplorazione del patrimonio archeologico lomellino, in cui archivio, museo e territorio dialogano tra loro, offrendo strumenti utili sia alla ricerca sia alla conoscenza e alla fruizione pubblica del patrimonio.

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Sequenza visuale che collega documentazione d'archivio, fotografia, contestualizzazione, fotogrammetria, laser scanning e valorizzazione della statuetta della Tomba dell'abbraccio

Ogni reperto custodisce una storia

Dalla documentazione d'archivio alla valorizzazione digitale. Fotografie, appunti, contesti di rinvenimento e tecnologie 3D permettono di ricostruire la storia dei reperti e le relazioni che li collegano al territorio. In figura, la statuetta della coppia abbracciata proveniente dalla Vigna Garaldi (Gropello Cairoli).