NUCLEO 3

Documentare l'invisibile

Dai depositi alla conoscenza

Una parte rilevante del patrimonio archeologico è conservata nei depositi museali, spazi fondamentali per la tutela, lo studio e la ricerca. Questi materiali, spesso di grande interesse storico e scientifico, costituiscono una risorsa preziosa per approfondire la conoscenza dei contesti archeologici e delle collezioni.

Questo nucleo esplora il ruolo dell'archivio nel rendere nuovamente visibili questi materiali. Fotografie, giornali di scavo, schizzi, rilievi, inventari e documentazione di ricerca permettono infatti di recuperare informazioni essenziali sulla provenienza, sulla cronologia e sul significato dei reperti, trasformando oggetti conservati nei depositi in testimonianze capaci di raccontare la storia del territorio e delle indagini che ne hanno consentito il recupero.

Particolarmente significativo è il caso della necropoli romana del Marone, presso Gropello Cairoli, oggetto di numerose indagini condotte e documentate da Davide Pace e dai suoi collaboratori tra gli anni Cinquanta e Sessanta. La documentazione conservata nel fondo testimonia un'attività di ricerca sistematica e continuativa: giornali di scavo, rilievi, schizzi dei reperti, planimetrie e annotazioni consentono di seguire passo dopo passo lo svolgimento delle indagini e di ricostruire le modalità operative adottate sul campo.

I reperti presentati in questa sezione provengono dai depositi del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina e sono stati selezionati come caso di studio per approfondire il rapporto tra documentazione archivistica, contesti archeologici e collezioni museali. Il confronto tra i materiali conservati, le fonti bibliografiche e la documentazione raccolta da Davide Pace ha permesso di ricostruire aspetti significativi del contesto di provenienza e delle modalità di deposizione, offrendo nuove prospettive di lettura e valorizzazione.

Tra i contesti più esaustivamente documentati figura la Tomba VIII (Fortunati Zuccalà, 1979) della necropoli del Marone, scavata da Davide Pace il 27 gennaio 1961. Il giornale di scavo, gli schizzi realizzati sul campo, i rilievi e la documentazione fotografica consentono di ricostruire con notevole dettaglio le modalità del rinvenimento e la composizione del corredo funerario.

La sepoltura, interpretata come una tomba a cremazione (Fortunati Zuccalà, 1979), è caratterizzata dalla presenza di uno strato di cenere associato a resti ossei combusti e ad una fossa contenente il corredo funerario. Tra gli oggetti rinvenuti figurano un'olla in ceramica (recipiente), una patera a vernice nera (piatto), due armille in bronzo (bracciali in bronzo), due fibule (spille), una fusaiola (peso per la filatura) e una moneta con Giano bifronte, oltre a frammenti di un secondo recipiente decorato. Sulla base delle caratteristiche del corredo e della moneta, Fortunati propose una datazione compresa tra la seconda metà del II secolo a.C. e gli inizi del I secolo a.C.

Olla n. inv. 7336
Vista 1
Olla n. inv. 7336, seconda vista
Vista 2

Olla

Ceramica comune · argilla nocciola con inclusi; corpo ovoide-globulare

n. inv. 7336 · MANLo · deposito
Patera n. inv. 7335, recto
Recto
Patera n. inv. 7335, verso
Verso

Patera

Ceramica a vernice nera · forma Lamboglia 5/7; fondo con bollo M. Coeli

n. inv. 7335 · MANLo · deposito
Fibule n. inv. 7339A-B esposte in Sala 3, vetrina 4

Fibule A e B

Ornamento personale · fibula in bronzo a cerniera e fibula in bronzo a balestra con molla composta

n. inv. 7339A-B · MANLo · esposte · sala 3, vetrina 4
Moneta n. inv. 7340, recto
Recto
Moneta n. inv. 7340, verso
Verso

Moneta

Numismatica · asse sestantale romano con Giano bifronte e prua di nave

n. inv. 7340 · MANLo · deposito

Giornale di scavo e disegni del rinvenimento

La documentazione è relativa allo scavo archeologico condotto il 27 gennaio 1961 presso il dosso "Vughera", nel settore Panzarasa di Gropello Cairoli. Il fascicolo conserva il giornale di scavo redatto da Davide Pace, annotazioni successive sul rinvenimento e carteggio trasmesso alla Soprintendenza alle antichità della Lombardia, compresa una copia dattiloscritta del giornale.

Le carte attestano il rinvenimento di una tomba connessa a un ustrino e registrano le osservazioni compiute durante le operazioni di scavo. Sono presenti una rappresentazione grafica del posizionamento dei reperti al momento del rinvenimento e un disegno planimetrico schematico dell'area, con l'indicazione della collocazione della tomba e delle distanze rispetto agli elementi di riferimento circostanti.

Tra i materiali documentati figurano reperti fittili e metallici, fra cui un piatto fittile, un'olla, una moneta bronzea, una fusaiola fittile, due armille bronzee e due fibule bronzee, insieme a ossa combuste. Il fascicolo consente quindi di mettere in relazione la descrizione dello scavo, la distribuzione originaria del corredo e i reperti oggi conservati nei depositi museali.

Fondo Pace, b. 5, fasc. 139, docc. 1-4, 27/01/1961 Giornale di scavo manoscritto, disegni del rinvenimento, annotazioni e copia dattiloscritta relativi allo scavo del 27 gennaio 1961 presso il dosso Vughera. Consulta la scheda della collezione

Gli schizzi, i giornali di scavo e le annotazioni realizzati da Davide Pace costituiscono oggi una fonte fondamentale per la ricostruzione del contesto funerario. Attraverso disegni e descrizioni dettagliate, Pace registrava non solo le caratteristiche morfologiche e lo stato di conservazione dei reperti, ma anche la loro posizione all'interno della sepoltura e le relazioni reciproche tra gli oggetti. I documenti mostrano come armille, fibule, fusaiola, patera e olla fossero collocati secondo una precisa organizzazione spaziale, suggerendo una particolare cura nella deposizione del corredo e l'esistenza di gesti rituali intenzionali legati alle pratiche funerarie.

Il valore di questa documentazione va oltre la semplice registrazione del rinvenimento. Le carte archivistiche consentono di recuperare informazioni sul contesto originario della sepoltura e di ricostruire relazioni che non sarebbero più osservabili attraverso i soli reperti conservati nei depositi del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina. Esse mostrano come la conoscenza archeologica derivi non soltanto dagli oggetti recuperati, ma anche dalle osservazioni, dalle interpretazioni e dalle relazioni registrate durante lo scavo. A distanza di oltre sessant'anni, questa documentazione continua a rappresentare una risorsa essenziale per comprendere il significato dei materiali rinvenuti e le pratiche funerarie che ne hanno determinato la deposizione.

Fotografie dello scavo e negativi trasformati in positivo

Le fotografie digitalizzate documentano il rinvenimento dei materiali nel terreno e conservano, sui retri, annotazioni utili all'identificazione del contesto. Il confronto con i negativi trasformati in positivo permette di leggere la documentazione fotografica come una sequenza di testimonianze complementari, in cui immagine, supporto e note manoscritte contribuiscono alla ricostruzione del contesto di scavo.

Fondo Pace, b. 5, fasc. 140, docc. 1-2, 27/01/1961 Stampe fotografiche digitalizzate con annotazioni sul verso. L'immagine documenta un contesto archeologico durante le operazioni di scavo e testimonia le modalità di registrazione e conservazione della documentazione fotografica nell'archivio di Davide Pace. Consulta la scheda della collezione
Fondo Pace, b. 5, fasc. 140, doc. 3, 27/01/1961 Negativo fotografico digitalizzato e convertito in positivo. Il confronto con le stampe consente di integrare le informazioni conservate nella documentazione fotografica e di migliorare la leggibilità dell'immagine. Consulta la scheda della collezione

Annotazioni, disegni e giornale di scavo

La documentazione è relativa allo scavo archeologico condotto il 27 gennaio 1961 presso il sepolcreto del dosso "Vughera", nel settore Panzarasa di Gropello Cairoli. Il fascicolo comprende documentazione descrittiva, grafica e fotografica riferita a un sepolcrum rinvenuto nel corso delle operazioni di scavo.

Sono presenti il giornale di scavo redatto da Davide Pace e annotazioni tecniche relative alla situazione di rinvenimento, alla struttura della sepoltura e alla composizione del corredo; la documentazione segnala inoltre la presenza di un ustrino associato al contesto funerario.

La documentazione grafica include disegni che raffigurano sia la disposizione dei reperti al momento del rinvenimento sia i singoli manufatti. È presente in particolare una rappresentazione schematica del contesto di scavo, con indicazione dello strato di cenere, della collocazione della tomba e dei materiali, nonché disegni dei reperti corredati da note descrittive e dimensionali.

Tra i materiali documentati figurano ossa combuste, due fibule, monete in bronzo, due armille in bronzo, una patera, un'olla e una fusaiola, indicata come "verticillius". La documentazione fotografica comprende due fotografie in bianco e nero, inizialmente applicate su supporto cartaceo, che documentano la tomba in situe i reperti nel contesto di rinvenimento, nonché un negativo fotografico con due fotogrammi corrispondenti alle immagini positive presentate nella sezione precedente.

Fondo Pace, b. 5, fasc. 140, docc. 4-25, 27/01/1961 Giornale di scavo, annotazioni tecniche, disegni dei reperti e note dimensionali relativi allo scavo del 27 gennaio 1961 presso il dosso Vughera. Consulta la scheda della collezione

Dal reperto al modello digitale

Fotogrammetria, interpretazione e valorizzazione del patrimonio archeologico.

Tra i materiali provenienti dalla Tomba VIII sono stati selezionati per la digitalizzazione una coppia di armille in bronzo (nn. inv. 7337A–7337B) e una fusaiola in argilla (n. inv. 7338), oggi conservate nei depositi del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina. I modelli tridimensionali realizzati mediante fotogrammetria digitale documentano accuratamente la morfologia e lo stato di conservazione degli oggetti, favorendone lo studio e l'accessibilità anche al di fuori degli spazi museali.

La digitalizzazione non si è limitata alla semplice riproduzione dei manufatti, ma ha cercato di restituire anche parte del loro contesto funzionale e culturale. Per questo motivo la fusaiola è stata integrata in una ricostruzione interpretativa che ne mostra il possibile utilizzo nelle attività di filatura, mentre le armille sono state inserite all'interno di una ricostruzione virtuale di figura femminile romana (matrona), al fine di illustrarne il modo in cui venivano indossate.

Queste ricostruzioni non intendono proporre una restituzione certa delle condizioni originarie, ma rappresentano strumenti interpretativi finalizzati a facilitare la comprensione degli oggetti e del loro significato nella vita quotidiana e nelle pratiche funerarie di età romana. In questo modo la documentazione archivistica, i reperti archeologici e le tecnologie digitali concorrono a ricostruire relazioni e contesti che altrimenti rimarrebbero invisibili.

Armilla romana, n. inv. 7337A

Deposito / modello 3D.

Italiano

Descrizione del reperto

Armilla in bronzo, rinvenuta nella necropoli romana del Marone, a Gropello Cairoli (PV). Il manufatto presenta sezione ovale ed è costituito da un'alta fascia a bordi arrotondati, priva di decorazione, con estremità aperte. L'esemplare conserva integralmente la propria morfologia originaria, pur presentando una lieve deformazione in prossimità di una delle estremità.

La descrizione tipologica e morfologica è stata elaborata sulla base delle osservazioni pubblicate da Fortunati Zuccalà (1979, fig. 11, n. 4).

Modello 3D

Questo modello tridimensionale è stato realizzato mediante fotogrammetria digitale a partire dal reperto archeologico originale conservato presso i depositi del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina (Vigevano, PV). Il modello documenta la morfologia e lo stato di conservazione del manufatto al momento dell'acquisizione.

L'acquisizione è stata effettuata mediante fotogrammetria digitale. Le immagini sono state elaborate in AgisoftMetashape per la generazione della nuvola di punti, della mesh tridimensionale e della texture fotografica. Le fotografie sono state preliminarmente ottimizzate mediante Adobe Camera Raw e Adobe Photoshop, mentre le operazioni finali di pulizia della mesh, ottimizzazione geometrica ed esportazione del modello sono state eseguite in Blender.

Materiale
Bronzo

Collocazione
Deposito

Dimensioni
Altezza fascia: 3,8 cm
Diametro: 6,5 cm

English

Artefact Description

Bronze armilla, discovered in the Roman necropolis of Marone, Gropello Cairoli (PV, Italy). The artefact has an oval cross-section and consists of a high, undecorated band with rounded edges and open ends. The object preserves its original morphology, although a slight deformation is visible near one extremity.

3D Model

This three-dimensional model was created through digital photogrammetry from the original archaeological artefact preserved in the archaeological storerooms of the National Archaeological Museum of Lomellina (Vigevano, Italy). The model documents the morphology and state of preservation of the object at the time of acquisition.

The digitization process was carried out using digital photogrammetry. The acquired photographs were processed in AgisoftMetashape to generate the point cloud, three-dimensional mesh, and photographic texture. The images were preliminarily optimized using Adobe Camera Raw and Adobe Photoshop, while final mesh cleaning, geometric optimization, and model export were performed in Blender.

Material
Bronze

Location
Storage

Dimensions
Band height: 3.8 cm
Diameter: 6.5 cm

Apri il modello su Sketchfab

Armilla romana, n. inv. 7337B

Deposito / modello 3D.

Italiano

Descrizione del reperto

Armilla in bronzo, rinvenuta nella necropoli romana del Marone, a Gropello Cairoli (PV). Il manufatto presenta sezione ovale ed è costituito da un'alta fascia a bordi arrotondati, priva di decorazione, con estremità aperte. L'esemplare risulta integro e conserva la propria morfologia originaria.

Modello 3D

Questo modello tridimensionale è stato realizzato mediante fotogrammetria digitale a partire dal reperto archeologico originale conservato presso i depositi del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina (Vigevano, PV). Il modello documenta la morfologia e lo stato di conservazione del manufatto al momento dell'acquisizione.

L'acquisizione è stata effettuata mediante fotogrammetria digitale. Le immagini sono state elaborate in AgisoftMetashape per la generazione della nuvola di punti, della mesh tridimensionale e della texture fotografica. Le fotografie sono state preliminarmente ottimizzate mediante Adobe Camera Raw e Adobe Photoshop, mentre le operazioni finali di pulizia della mesh, ottimizzazione geometrica ed esportazione del modello sono state eseguite in Blender.

Materiale
Bronzo

Collocazione
Deposito

Dimensioni
Altezza fascia: 3,8 cm
Diametro: 6,5 cm

English

Bronze armilla, discovered in the Roman necropolis of Marone, Gropello Cairoli (PV, Italy). The artefact has an oval cross-section and consists of a high undecorated band with rounded edges and open ends. The objectis complete.

3D Model

This three-dimensional model was created through digital photogrammetry from the original archaeological artefact preserved in the archaeological storerooms of the National Archaeological Museum of Lomellina (Vigevano, Italy). The model documents the morphology and state of preservation of the object at the time of acquisition.

The digitization process was carried out using digital photogrammetry. The acquired photographs were processed in AgisoftMetashape to generate the point cloud, three-dimensional mesh, and photographic texture. The images were preliminarily optimized using Adobe Camera Raw and Adobe Photoshop, while final mesh cleaning, geometric optimization, and model export were performed in Blender.

Material
Bronze

Location
Storage

Dimensions
Band height: 3.8 cm
Diameter: 6.5 cm

Apri il modello su Sketchfab

Archivio Davide Pace, fascicoli

Fascicoli archivistici

  • b. 5, fasc. 139
  • b. 5, fasc. 140

Marone, Gropello Cairoli

La mappa WebGIS consente di collocare il settore Panzarasa nel territorio di Gropello Cairoli e di leggere il rapporto tra luogo di rinvenimento, documentazione archivistica e materiali conservati.

L'archivio non è soltanto un luogo di conservazione della memoria, ma uno strumento attivo di ricerca e valorizzazione. La documentazione raccolta da Davide Pace continua infatti a generare nuove conoscenze, permettendo di collegare reperti, contesti e interpretazioni e di restituire visibilità a materiali che costituiscono una parte fondamentale della storia archeologica della Lomellina.

Fonti bibliografiche

  • Fortunati Zuccalà, M., 1979, Gropello Cairoli (Pavia). La necropoli romana, Notizie degli Scavi di Antichità, Volume XXXIII.