Biografia e ricerca
Davide Pace (1907-1996) fu insegnante, studioso e Ispettore onorario alle antichità della Lombardia. La sua attività di ricerca e tutela contribuì in modo decisivo alla documentazione archeologica della Lomellina, in particolare nel territorio di Gropello Cairoli.
Davide Pace nacque a Milano il 2 marzo 1907 da Francesco Pace e Giuseppina Scarpetta. Dopo aver conseguito il diploma magistrale nel 1924, avviò una lunga carriera nel mondo della scuola, che lo portò a insegnare in diverse località lombarde e a ricoprire successivamente incarichi direttivi e di presidenza.
Nel 1932 conseguì presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore il diploma in italiano, latino, storia e geografia. Negli anni successivi insegnò cultura generale e materie letterarie presso diversi istituti scolastici di Intra, Pavia e Milano. Dal 1965 al 1975 fu preside delle scuole medie statali di Briosco e Oreno. Terminata l'attività scolastica, continuò a dedicarsi intensamente alle proprie ricerche storiche e archeologiche.
Parallelamente alla professione di insegnante, Pace sviluppò un profondo interesse per la storia del territorio lombardo e per l'archeologia. A partire dalla metà degli anni Cinquanta fu nominato Ispettore onorario alle antichità della Lombardia e intraprese un'intensa attività di ricognizione, documentazione e tutela del patrimonio archeologico della Lomellina.
La sua attività si svolse in un periodo caratterizzato da profonde trasformazioni del paesaggio rurale. Cave di sabbia, lavori agricoli, opere di bonifica e nuove infrastrutture portavano frequentemente alla luce testimonianze archeologiche che rischiavano di essere distrutte prima ancora di essere documentate.
Tra il 1955 e il 1956 Davide Pace avviò una sistematica attività di ricognizione e documentazione archeologica nel territorio di Gropello Cairoli. Le sue indagini portarono all'individuazione di numerosi contesti di interesse storico-archeologico e contribuirono alla costruzione di una più ampia conoscenza del patrimonio locale.
Il fascicolo conserva la relazione intitolata Avventura ufficiale nell'antichità di Gropello. Dal natale dell'indagine al natale del museo, redatta da Pace tra il 26 febbraio 1955 e l'11 febbraio 1956 e destinata alla pubblicazione. Nel testo l'autore ripercorre le prime fasi delle ricerche sul territorio e racconta il percorso che condusse alla nascita dell'Antiquarium di Gropello, istituito dal Comune il 29 dicembre 1955.
Accanto alla relazione sono conservate le lettere scambiate con Arrigo Arrigoni, che documentano la preparazione e la diffusione del contributo, offrendo una testimonianza diretta della rete di rapporti scientifici che accompagnò le prime attività di ricerca.
Uno degli aspetti più significativi del suo lavoro fu la produzione di una documentazione estremamente dettagliata. Fotografie, appunti manoscritti, schizzi, disegni dei reperti, relazioni tecniche e corrispondenza con la Soprintendenza testimoniano un'attività di ricerca costante, spesso svolta in situazioni di emergenza e con risorse limitate.
Le prime attività di Davide Pace in Lomellina sono documentate da relazioni e lettere indirizzate alla Soprintendenza Archeologica della Lombardia. Questi documenti testimoniano l'avvio di una sistematica attività di sorveglianza del territorio e costituiscono le prime testimonianze dell'opera di tutela e documentazione che avrebbe caratterizzato il suo lavoro per oltre trent'anni.
Nel corso degli anni Pace costruì inoltre una fitta rete di collaboratori locali, riuniti sotto la sigla LAR - Laumellinae Antiquitatis Resurrectio, che contribuì alla sorveglianza del territorio, alla segnalazione dei rinvenimenti e alla raccolta di informazioni archeologiche.
Le fotografie conservate nel Fondo Davide Pace restituiscono uno sguardo diretto sulle attività di ricerca svolte sul territorio della Lomellina. Scavi, ricognizioni, documentazione dei rinvenimenti e momenti di lavoro sul campo testimoniano l'impegno di Pace e della rete di collaboratori che contribuì alla scoperta e alla tutela del patrimonio archeologico locale.
L'attività di ricerca in Lomellina proseguì fino alla metà degli anni Sessanta. Successivamente Pace si dedicò prevalentemente alla Valtellina, dove contribuì allo studio dell'arte rupestre e delle testimonianze archeologiche alpine.
È ricordato come fondatore dell'Istituto Archeologico Valtellinese e come scopritore della Rupe Magna di Grosio, uno dei più importanti complessi di incisioni rupestri dell'arco alpino.
La documentazione prodotta nel corso di oltre trent'anni di attività è oggi conservata presso il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina e costituisce una risorsa fondamentale per la ricostruzione della storia delle ricerche archeologiche nel territorio, dei contesti di rinvenimento e delle relazioni tra archivio, reperti e paesaggio.